Skip to content Skip to footer

Vaso Hydria

Manufatti scavati illegalmente venduti sui mercati legittimi alle istituzioni

Vaso Hydria

Il vaso a figure nere, risalente al 500 a.C. circa ed esposto al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, appartiene alla categoria di vasi che gli Etruschi usavano per trasportare l’acqua, le cosiddette “hydrie”. Viene generalmente attribuito all’artista indicato come il “Pittore di Micali” (da Giuseppe Micali, il primo studioso a studiare e pubblicare le sue opere), che creò l’idria per un ricco aristocratico etrusco. Il Pittore di Micali, con l’aiuto dei suoi collaboratori, ha probabilmente dipinto il più grande gruppo di vasi etruschi a figure nere, circa 200 in totale.

La decorazione pittorica illustra un mito che appare per la prima volta nel 7° inno omerico: la metamorfosi dei pirati tirreni – come i greci chiamavano gli etruschi – in delfini. Il poema descrive il rapimento di Dioniso da parte dei pirati tirreni, che credevano fosse il figlio di un re, per ottenere un grosso riscatto. Una volta a bordo, Dioniso manifesta la sua vera identità avvolgendo l’intera nave con tralci di edera e di vite e trasformandosi poi in un leone. I pirati, scioccati dal prodigio e terrorizzati dalla ferocia del felino, si tuffano in mare e vengono trasformati in delfini.

Il “Pittore di Micali” cattura magistralmente questo momento, la metamorfosi, mostrandolo come in una moderna sequenza cinematografica, sei uomini che cadono nelle onde del mare mentre si trasformano gradualmente: la parte superiore del loro corpo è già trasformata in delfino, le gambe sono ancora umane. Il tralcio di vite sul lato sinistro della scena allude alla presenza di Dioniso, il dio del vino e della vite.

Questo accostamento ci fa intravedere la disputa tra Greci ed Etruschi per il predominio sui mari e, soprattutto, per il controllo del redditizio commercio marittimo del vino.

Il vaso è stato consegnato al Museo di Villa Giulia il 3 giugno 2019 dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (Reparto Operativo-Sezione Archeologia).

Il reperto, proveniente da scavi clandestini effettuati nel territorio corrispondente all’Etruria meridionale, è stato restituito dal Toledo Art Museum (USA) nel 2014, nell’ambito degli accordi internazionali stipulati dal Mibac, in seguito alle indagini svolte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Il 5 aprile del 2018 è stata disposta la restituzione del vaso alla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MiBAC (Servizio IV), che lo ha assegnato per competenza, in accordo con la Direzione Generale dei Musei, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Il vaso è ora esposto nella sezione dedicata a Vulci del Museo di Villa Giulia.

Vaso Hydria

Proveniente da un contesto tombale sconosciuto dell’Etruria meridionale, è di probabile produzione vulcente.

Data

510 – 500 a.C.

Artista

Pittore di Micali 

Periodo

Etrusco

Dimensioni

52×29,6 cm

Luogo

Museo Etrusco Villa Giulia, Roma

Realtà aumentata

Per provare questo effetto a casa tua, ti basta seguire le istruzioni

  1. Assicurati di aver installato Instagram sul tuo telefono
  2. Apri la fotocamera o una un’app per scansionare il codice QR (se il codice QR non p un’opzione per te, usa il link)
  3. Goditi l’esperienza e condividila